Nell’era dello smart working, la domanda sorge spontanea: ha ancora senso progettare nuovi uffici?
A prima vista, si potrebbe pensare di no. Il lavoro da remoto ha dimostrato di funzionare, ha ridotto i costi aziendali, migliorato l’equilibrio vita-lavoro di molti dipendenti e reso obsoleti certi spazi fisici.
Eppure, la realtà è più sfumata. Grandi aziende come Google, Apple o JP Morgan non stanno solo mantenendo le loro sedi, ma investono in nuovi progetti architettonici per uffici sempre più innovativi. Lo fanno non per nostalgia, ma perché credono nel valore insostituibile dell’interazione fisica.
Non si tratta semplicemente di costruire stanze con scrivanie. Gli uffici del futuro sono pensati come hub esperienziali: luoghi che stimolano la creatività, la collaborazione, il senso di appartenenza. Gli open space si fondono con aree verdi, le sale riunioni diventano ambienti informali e accoglienti, e l’architettura stessa incoraggia il confronto spontaneo. Si punta su spazi flessibili, ibridi, capaci di accogliere il lavoratore alcuni giorni a settimana offrendo qualcosa che casa non può dare: la cultura aziendale vissuta, l’energia del gruppo, la condivisione non filtrata da uno schermo.
Chi investe in nuovi uffici, quindi, non lo fa contro lo smart working, ma per completarlo. Per molte aziende, l’ufficio diventa un catalizzatore del valore umano, un asset strategico che evolve con il lavoro stesso. E il fatto che alcuni dei più grandi progetti architettonici del 2025 siano proprio edifici direzionali ne è una prova concreta.
La risposta, sorprendentemente, è sì — e molti progettisti e aziende di livello internazionale stanno puntando ancora fortissimo sugli uffici, ma in modo diverso.
Ecco alcuni esempi concreti di chi non la pensa come “l’ufficio è morto”:
Atlassian Central – Sydney, Australia
Chi è: Atlassian, colosso tech australiano (creatore di Jira, Trello…).
Cosa ha fatto: sta costruendo il grattacielo in legno più alto del mondo, pensato per il lavoro ibrido.
Perché: spazi flessibili, terrazze verdi, aree di collaborazione.
Non serve stare sempre in ufficio, ma quando ci vai… dev’essere ispirante.
Google – Bay View Campus, California
Progettato da: BIG + Heatherwick Studio.
Cosa offre: tetti fotovoltaici, aree di coworking, zone relax, aria e luce naturale ovunque.
Perché: Google punta su ambienti in grado di “attirare” i dipendenti, non obbligarli.
L’ufficio come luogo esperienziale e non come costrizione.
The Spiral – New York, by Bjarke Ingels Group (BIG)
Ospita: Pfizer e altre aziende.
Punto chiave: una spirale verde continua di terrazze che collega tutti i piani.
Obiettivo: aumentare la connessione tra persone, piani e reparti. Socialità e collaborazione reale battono la call su Zoom.