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In condominio no a sistemi di videosorveglianza senza delibera dell’assemblea

Con il provvedimento 26 ottobre 2023 (Registro dei provvedimenti n. 502 del 26 ottobre 2023) il Garante privacy ha rilasciato una sanzione amministrativa pecuniaria di 1.000 euro a un amministratore di condominio che aveva installato un sistema di videosorveglianza senza la delibera dell’assemblea condominiale; ciò ha fatto sì che l’amministratore abbia operato al di fuori dei compiti a lui attribuiti dalla normativa (l’art. 1130 c.c., infatti, nell’elencare i compiti propri dell’amministratore, individua, al primo punto, proprio l’esecuzione delle delibere assembleari, riconoscendogli una certa autonomia, solo per ciò che concerne la gestione ordinaria, la disciplina dell’uso delle cose comuni e la prestazione dei servizi nell’interesse comune).

L’installazione di un impianto di videosorveglianza nel condominio

L’installazione di impianti di videosorveglianza in ambito condominiale è regolamentato dall’art. 1122-ter c.c. (introdotto dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220 di riforma del condominio) il quale prevede che “Le deliberazioni concernenti l’installazione sulle parti comuni dell’edificio volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall’assemblea con la maggioranza di cui al secondo comma dell’art. 1136” (ovvero un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio).

Videosorveglianza e rispetto del Codice della Privacy

Va però precisato che non è nell’ambito del Codice civile che va rintracciata la maggior parte della normativa che disciplina l’installazione e l’uso di impianti di videosorveglianza all’interno dei condomini, ma occorre prestare riguardo alla protezione e al trattamento dei dati personali di cui si occupano, a livello europeo, il Regolamento UE n. 679/2016 (di seguito “Regolamento” o “RGPD”) e, a livello nazionale, il d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, di seguito “Codice”), come novellato dal d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101 recante “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679”.

L’obbligo di predisporre idonei cartelli informativi

A tale scopo, quindi, occorre che il titolare del trattamento predisponga idonei cartelli informativi secondo le indicazioni contenute al punto 3.1. del provvedimento in materia di videosorveglianza 8 aprile 2010 [1712680] (in tal senso anche le Faq in materia di videosorveglianza, pubblicate sul sito web dell’Autorità Garante) affinché gli interessati siano resi “consapevoli del fatto che è in funzione un sistema di videosorveglianza”.

La delibera condominiale assume fondamentale importanza

La delibera condominiale rappresenta, in questo ambito, il presupposto necessario per la liceità del trattamento realizzato mediante la videosorveglianza in ambito condominiale. Infatti, mediante tale atto, i condomini concorrono a definire le caratteristiche principali del trattamento, andando a individuare le modalità e le finalità del trattamento stesso, i tempi di conservazione delle immagini riprese, l’individuazione dei soggetti autorizzati a visionare le immagini.

Crediti foto: Freepick


Fonte: Ufficio legale Fimaa

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