Negli ultimi anni l’arte di strada ha smesso di essere percepita soltanto come vandalismo per trasformarsi in un vero e proprio strumento di rigenerazione urbana. Anche i condomìni stanno iniziando a confrontarsi con questo fenomeno, valutando se e come introdurre murales sulle facciate esterne o negli spazi comuni. Un murale in condominio non è solo decorazione, ma può diventare un simbolo identitario, valorizzare l’immobile e migliorare la percezione estetica di un quartiere intero.
Dal punto di vista pratico, però, occorre ricordare che la facciata è parte comune dell’edificio e qualsiasi intervento che ne modifichi l’aspetto rientra tra le “innovazioni” previste dal Codice Civile. Per approvare un murale è necessaria la delibera dell’assemblea condominiale con una maggioranza qualificata: in prima convocazione almeno la metà dei condomini e i due terzi dei millesimi, in seconda convocazione un terzo dei condomini e almeno un terzo dei millesimi. Se anche solo uno dei proprietari si oppone, la sua contrarietà non basta da sola a bloccare il progetto, purché la delibera raggiunga le maggioranze indicate. Tuttavia, qualora il murale sia considerato lesivo del decoro architettonico dell’edificio o comporti spese straordinarie sproporzionate, il singolo condomino può impugnare la delibera davanti al giudice.
Esistono strumenti per evitare conflitti: si può partire da progetti partecipati, invitando tutti i condomini a visionare le proposte artistiche, scegliendo insieme il tema, l’artista o il budget. Molti comuni inoltre incentivano questo tipo di interventi attraverso regolamenti e bandi dedicati alla rigenerazione urbana, inserendo i murales in percorsi di “arte pubblica” condivisa. L’amministratore di condominio può fungere da mediatore, coinvolgere enti locali o associazioni culturali e garantire che l’opera sia non solo bella, ma anche autorizzata e compatibile con le norme edilizie.
Un esempio emblematico è il quartiere Ostiense a Roma, che fino a qualche decennio fa era una zona industriale degradata. Grazie all’intervento di street artist internazionali, oggi interi condomini ospitano murales monumentali che hanno trasformato le facciate in vere gallerie a cielo aperto. Le opere hanno riqualificato l’area, attirato turisti, dato nuova identità al quartiere e incrementato il valore immobiliare degli edifici coinvolti. Ciò dimostra come l’arte condivisa possa diventare una forma concreta di rigenerazione urbana, a patto che venga gestita in modo trasparente, condivisione delle decisioni e rispetto delle regole condominiali.
Quando l’arte entra in condominio, dunque, non si parla soltanto di estetica, ma di un processo sociale e collettivo che può cambiare il volto di un intero quartiere. L’importante è che ogni passo sia regolamentato, condiviso e guidato dal principio che il decoro urbano non è un fatto individuale, ma un bene comune.