L’IMU sulle seconde case sfitte nel 2025 resta uno dei temi fiscali più discussi. Nonostante le richieste di riduzione del carico tributario, non è prevista alcuna esenzione automatica per gli immobili non abitati o non locati.
Aliquote IMU 2025: cosa decidono i Comuni
Le aliquote IMU per le seconde case sono stabilite dai singoli Comuni e possono variare dallo 0,46% all’1,06%. In molti casi, i Comuni applicano aliquote più alte sugli immobili vuoti, per scoraggiare il fenomeno delle case sfitte e incentivare l’affitto.
Quando si può ottenere una riduzione dell’IMU
L’unica riduzione automatica del 50% è prevista se l’immobile è inagibile o inabitabile e non utilizzato. In questo caso serve una perizia tecnica o, in alcuni Comuni, un’autocertificazione.
Altre agevolazioni previste dalla legge riguardano:
- Comodato gratuito a parenti in linea retta (genitori e figli): riduzione del 50% se il contratto è registrato e il proprietario possiede solo un’altra abitazione oltre a quella principale.
- Case affittate a canone concordato: sconto IMU del 25%.
- Immobili di interesse storico-artistico: imposta ridotta del 50%.
Come si calcola l’IMU 2025 sulle seconde case
Il calcolo dell’IMU si basa sempre sulla rendita catastale rivalutata del 5%, moltiplicata per il coefficiente previsto per la categoria catastale dell’immobile.
Questo valore incide in modo significativo sull’importo finale da versare, soprattutto per le abitazioni in zone ad alta rendita.
Novità 2025: scadenze e delibere comunali
Per il 2025, i Comuni hanno tempo fino al 15 settembre per approvare le aliquote definitive IMU. Se non lo fanno, restano valide quelle dell’anno precedente.
Conviene lasciare una seconda casa sfitta?
Mantenere una seconda casa non affittata comporta il pagamento dell’IMU piena, salvo i casi di riduzione sopra indicati. Conviene quindi: verificare le delibere del proprio Comune; valutare comodato gratuito o affitto a canone concordato per ridurre l’imposta; informarsi su eventuali agevolazioni locali introdotte nel 2025.