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Canone abbonamento Rai per le imprese

Da qualche settimana diverse imprese stanno ricevendo una comunicazione da parte della RAI relativa al pagamento del canone speciale. L’avviso perviene tramite pec, ed è stato trasmesso anche alle partite Iva che negli anni precedenti non hanno provveduto a tale adempimento.

Con la comunicazione la RAI invita all’assolvimento della tassa le imprese che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. Ma non tutte le imprese sono tenute al pagamento del canone speciale RAI. Sono infatti soggetti al pagamento del canone RAI coloro che hanno dispositivi “atti o adattabili” alla ricezione di programmi radiotelevisivi in possesso di sintonizzatore radio e audio/video e che deve quindi riprodurre il segnale tramite antenna radio, Tv o parabola satellitare.

Ciò chiarito, va detto che i computer, gli smartphone e i tablet, privi di sintonizzatore, non
costituiscono apparecchi radiotelevisivi e, dunque, non comportano l’obbligo per colui che li
possiede di corrispondere il canone speciale.

I chiarimenti forniti dal Mise

Nel merito, con nota del 22 febbraio 2012, il Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per le Comunicazioni (Protocollo uscita n. 12991) ha fornito chiarimenti interpretativi in merito all’applicazione del RDL n. 246/1938, recante “Canone abbonamento Rai”, precisando che sono esenti dall’applicazione della norma citata i dispositivi che riproducono il segnale audio/video su supporti come computer, tablet o smartphone tramite il solo segnale internet sono esenti dal pagamento del canone.

Al riguardo, in via preliminare si evidenzia che la normativa in esame si riferisce al servizio di radiodiffusione e, pertanto, non include altre forme di distribuzione del segnale audio/video (p.es. Web Radio, Web TV, IPTV) basate su portanti fisici diversi da quello radio. Con successiva nota esplicativa n. 28019 del 20 aprile 2016 (Protocollo uscita n. 9668), lo stesso Ministero – Direzione Generale Pianificazione e Gestione Spazio radioelettrico, ha fornito alcuni chiarimenti interpretativi in merito alle caratteristiche tecniche di un apparecchio televisivo (nozione richiamata dall’art. 1 del RDL 21/2/1938, 246 ai fini del pagamento canone abbonamento RAI) alla luce dell’attuale stato della tecnologia. Per apparecchio televisivo si intende un apparecchio in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente (in quanto costruito con tutti i componenti tecnici necessari) o tramite decoder o sintonizzatore esterno. Per sintonizzatore si intende un dispositivo, interno o esterno, idoneo ad operare nelle bande di frequenze destinate al servizio televisivo secondo almeno uno degli standard previsti nel sistema italiano per poter ricevere il relativo segnale TV.

Non costituiscono quindi apparecchi televisivi computer, smartphone, tablet, ed ogni altro
dispositivo se privi del sintonizzatore per il segnale digitale terrestre o satellitare.
Ne consegue ad esempio che i personal computer, anche collegati in rete (digital signage o
simili), se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non
attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone.
Per contro, un apparecchio originariamente munito di sintonizzatore – come tipicamente un
televisore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall’antenna
radiotelevisiva – resta assoggettato al pagamento del canone anche se successivamente è
privato del sintonizzatore stesso (ad esempio perché lo si intende utilizzare solo per la visione
di DVD).
In sintesi, debbono ritenersi assoggettabili a canone tutte le apparecchiature munite
all’origine di sintonizzatore. Va precisato che per i canoni ordinari in ambito familiare la
detenzione esclusiva di apparecchi radio non comporta il pagamento del canone.

Conclusione

L’impresa che ha ricevuto la comunicazione in oggetto e che, considerato quanto sopra precisato, ritiene di non essere tenuta al pagamento del canone speciale dovrebbe precauzionalmente inviare una pec di risposta alla RAI o scrivere alla sede regionale RAI territorialmente competente avvisando che gli apparecchi posseduti sono privi di sintonizzatore e che, quindi, il canone speciale RAI non è dovuto. Diversamente, l’impresa che detiene dispositivi provvisti di sintonizzatore è tenuta ad assolvere il canone speciale RAI.

Crediti foto: Freepick

Fonte: F.i.m.a.a

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