Aprire il rubinetto e bere un bicchiere d’acqua è un gesto che compiamo ogni giorno senza pensarci. Eppure pochi condòmini si chiedono chi sia responsabile della qualità dell’acqua che arriva nelle abitazioni una volta superato il contatore dell’acquedotto.

Negli ultimi anni questa domanda è diventata particolarmente importante a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 18/2023, che ha recepito la Direttiva Europea sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.

La responsabilità finisce al contatore?

Molti proprietari ritengono che il controllo dell’acqua sia una responsabilità esclusiva dell’acquedotto. In realtà il gestore del servizio idrico garantisce la qualità dell’acqua fino al punto di consegna. Da quel momento in avanti entra in gioco la rete idrica interna dell’edificio. Ed è proprio qui che emerge una novità che molti condòmini ancora non conoscono.

Il ruolo dell’amministratore come GIDI

Secondo ANACI e ANAPI, l’amministratore di condominio è oggi considerato Gestore della Distribuzione Idrica Interna (GIDI), cioè responsabile dell’impianto che va dal contatore fino ai rubinetti degli appartamenti. Questo comporta obblighi di valutazione del rischio, controllo e mantenimento della qualità dell’acqua distribuita all’interno dell’edificio. Ciò significa che l’amministratore non può limitarsi a gestire la manutenzione ordinaria dell’impianto idrico, ma deve adottare tutte le misure ragionevolmente necessarie per garantire che la rete interna non alteri le caratteristiche dell’acqua fornita dall’acquedotto.

Le analisi dell’acqua sono obbligatorie?

La domanda che molti si pongono è quindi inevitabile: le analisi dell’acqua sono obbligatorie?
La risposta è più complessa di un semplice sì o no.
Non esiste una norma che imponga a tutti i condomini di effettuare automaticamente analisi periodiche con una frequenza prestabilita. Tuttavia il nuovo quadro normativo impone una valutazione del rischio e una gestione responsabile dell’impianto idrico condominiale. In molti casi le analisi rappresentano lo strumento più efficace per dimostrare che tale attività di controllo è stata effettivamente svolta.

Quando i controlli diventano particolarmente importanti

La necessità di effettuare controlli diventa ancora più importante negli edifici dotati di autoclave, serbatoi di accumulo, reti idriche particolarmente estese o impianti datati. In queste situazioni il rischio che la qualità dell’acqua venga alterata all’interno della distribuzione condominiale aumenta e una verifica periodica rappresenta una misura di buona gestione.

Cosa succede nei condomini senza amministratore

Ma cosa accade nei condomini che non hanno un amministratore?
L’assenza dell’amministratore non elimina la responsabilità di mantenere efficiente e sicuro l’impianto comune. Se il condominio è autogestito, i proprietari restano comunque responsabili della corretta manutenzione delle parti comuni e della rete di distribuzione interna. La sicurezza dell’acqua non dipende infatti dalla presenza di un amministratore professionista, ma dalle condizioni effettive dell’impianto.

L’importanza della documentazione

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la documentazione. Ogni verifica, analisi, intervento manutentivo o relazione tecnica dovrebbe essere conservata insieme ai documenti dell’edificio. Questi documenti possono infatti dimostrare che il condominio ha effettuato i controlli necessari e ha adottato comportamenti diligenti nella gestione dell’impianto.

Non esiste un obbligo generalizzato di inviare automaticamente le analisi a tutti i condomini, ma è certamente buona pratica renderle disponibili e informare tempestivamente i residenti qualora emergano criticità o situazioni che richiedano interventi correttivi.
Una questione sempre più centrale

Il tema dell’acqua potabile nei condomini è destinato a diventare sempre più centrale nei prossimi anni. Oggi non è più sufficiente limitarsi a dare per scontata la qualità dell’acqua che arriva nelle abitazioni. Occorre conoscere lo stato dell’impianto, valutarne i rischi e documentare le attività di controllo effettuate.

Perché la vera domanda non è se l’analisi dell’acqua sia obbligatoria o meno. La domanda corretta è: il tuo condominio è in grado di dimostrare che l’acqua distribuita all’interno dell’edificio è sicura?

Crediti foto: Pixabay

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