Molti genitori intestano una casa al figlio mentre è ancora nello stato di famiglia pensando di “portarsi avanti”, risparmiare imposte e mettere il bene al sicuro. In alcuni casi funziona. In altri, però, il figlio rischia di consumare subito il bonus prima casa e di non poter più usare le agevolazioni quando un domani comprerà davvero la sua abitazione.
Il punto centrale è questo: non conta se il figlio vive ancora con i genitori o fa parte dello stesso stato di famiglia. Conta se, nell’atto con cui riceve la casa, vengono utilizzate le agevolazioni “prima casa”.
Se i genitori comprano o donano un immobile al figlio chiedendo l’imposta ridotta al 2% o l’IVA al 4%, il figlio ha già usufruito del bonus. Quando anni dopo vorrà comprare la sua vera casa, non potrà chiedere di nuovo l’agevolazione, salvo che venda entro i termini l’immobile già posseduto. La Cassazione lo ha ribadito anche nel 2026: non importa che fosse una donazione indiretta o una casa pagata dai genitori, ciò che conta è che il beneficio fiscale sia già stato utilizzato.
Quando il risparmio iniziale diventa un problema
Il caso più tipico è quello del genitore che compra un appartamento e lo intesta al figlio ventenne, chiedendo le agevolazioni perché “tanto lui non ha nulla”. In quel momento il figlio risparmia poche migliaia di euro. Ma dieci anni dopo, quando vorrà comprare la casa in cui vivere con la propria famiglia, scoprirà di aver già consumato il bonus.
Spesso il risparmio iniziale è modesto rispetto al costo futuro. Su una casa da 150.000 euro, la differenza tra tassazione ordinaria e agevolata può essere di poche migliaia di euro oggi; ma perdere le agevolazioni su una futura abitazione da 300.000 o 400.000 euro può costare molto di più.
Quando conviene non usare il bonus
Per questo, se la casa intestata al figlio non è davvero destinata a essere la sua abitazione stabile, spesso conviene non utilizzare subito le agevolazioni “prima casa”.
Il figlio diventa comunque proprietario, ma conserva il diritto di sfruttare il bonus in futuro quando comprerà la casa in cui andrà realmente a vivere.
La vera domanda da farsi
Quindi la vera domanda da porsi non è:
“Conviene intestare la casa al figlio?” Ma: “Vale la pena consumare ora il bonus prima casa?”
Nella maggior parte dei casi, se il figlio è giovane e probabilmente comprerà una propria abitazione in futuro, la risposta è no.