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Colonnine di ricarica per auto elettriche nei condomini: una necessità crescente tra norme e gestione

L’elettrificazione della mobilità è ormai una realtà in costante espansione. Le auto elettriche rappresentano una soluzione concreta per ridurre le emissioni e promuovere un futuro più sostenibile. Tuttavia, uno degli ostacoli principali alla loro diffusione è la disponibilità di punti di ricarica, soprattutto in ambito residenziale. In questo contesto, i condomìni giocano un ruolo fondamentale. Ma come si gestisce l’installazione delle colonnine in un contesto condiviso? Quali sono le regole? E chi paga?

La normativa di riferimento è l’art. 1122-bis del Codice Civile, introdotto con la Legge n. 220/2012 (riforma del condominio), che stabilisce che ogni condomino può installare, a proprie spese, impianti destinati alla ricarica dei veicoli elettrici in aree comuni, purché non ne alteri la destinazione d’uso o impedisca l’utilizzo da parte degli altri. Inoltre, il D.Lgs. 257/2016 e successivi aggiornamenti, in attuazione della direttiva europea sulla realizzazione delle infrastrutture per i combustibili alternativi, promuovono l’adozione delle colonnine nei contesti privati, come appunto i condomìni.

Dal punto di vista procedurale, il condomino interessato deve presentare una comunicazione all’amministratore, che a sua volta ne informa l’assemblea. L’assemblea non può opporsi se non per gravi motivi; tuttavia, se si vuole estendere l’utilizzo della colonnina a più condomini o usare fondi comuni per l’impianto, è necessaria una delibera assembleare con le maggioranze previste per le innovazioni (art. 1136 c.c.).

In pratica, l’installazione può essere:

  • Individuale, a spese del singolo condomino, con collegamento al proprio contatore o a un sistema di contabilizzazione dedicato.
  • Collettiva, con spese a carico del condominio e ripartizione in base ai millesimi o ai beneficiari dell’impianto, se deliberata con le dovute maggioranze.

Nel caso di installazione individuale, il condomino può sostenere l’intero costo senza necessità del consenso assembleare, purché rispetti le norme tecniche e la sicurezza dell’edificio. È però opportuno predisporre un progetto dettagliato e rivolgersi a un tecnico per la verifica degli impianti e dell’assorbimento elettrico.

Le colonnine condominiali rappresentano una sfida organizzativa, ma anche un’opportunità. È necessario favorire un approccio collaborativo, aggiornare i regolamenti condominiali e sensibilizzare i condomini sulla necessità di evolversi con il progresso tecnologico e ambientale. Il diritto a installare un punto di ricarica è oggi tutelato e sostenuto dal legislatore: negarlo senza valide ragioni significherebbe rimanere ancorati a un passato che non guarda alla mobilità del futuro.

Crediti foto: Shutterstock

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