Nuove aperture da parte dell’Agenzia delle Entrate in tema di agevolazioni prima casa per gli iscritti AIRE. Con la Risposta a interpello n. 312 del 2025, l’Amministrazione finanziaria ha fornito un chiarimento importante per i cittadini italiani residenti all’estero che intendono acquistare un’abitazione in Italia.
Il caso esaminato dall’Agenzia
Il quesito riguardava un contribuente iscritto all’AIRE che aveva acquistato un immobile nel comune in cui aveva svolto il proprio percorso di studi, ma che non coincideva né con il comune di nascita né con l’ultima residenza in Italia prima del trasferimento all’estero per motivi di lavoro.
La domanda era se, in questo caso, potesse comunque spettare l’agevolazione prima casa.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate
La risposta è positiva. L’Agenzia ha chiarito che il requisito territoriale richiesto dalla normativa può essere soddisfatto anche quando l’immobile è situato nel comune in cui il contribuente ha svolto un’attività di studio.Secondo le Entrate, infatti, il concetto di “attività” va interpretato in senso ampio e comprende non solo attività lavorative retribuite, ma anche attività non remunerate, come quelle scolastiche e universitarie. Lo studio rappresenta un legame concreto e oggettivo con il territorio, idoneo a giustificare il beneficio fiscale.
Il quadro normativo di riferimento
L’agevolazione prima casa per i non residenti è disciplinata dalla nota II-bis alla Tariffa, parte prima, del Testo unico dell’imposta di registro, come modificata dal DL n. 69/2023.
La norma prevede che possano accedere al beneficio i soggetti che:
- si siano trasferiti all’estero per ragioni di lavoro;
- abbiano risieduto o svolto attività in Italia per almeno cinque anni (anche non continuativi);
- acquistino l’immobile nel comune di nascita, di residenza o in quello in cui svolgevano la propria attività prima del trasferimento.
Le altre condizioni da rispettare
Restano comunque necessari gli ulteriori requisiti previsti per l’agevolazione prima casa, tra cui:
- non possedere altri diritti reali su immobili nello stesso comune;
- non essere titolari, su tutto il territorio nazionale, di abitazioni già acquistate con l’agevolazione prima casa.
Una scelta coerente con la ratio della norma
L’interpretazione dell’Agenzia è coerente con la finalità della normativa, che mira a favorire il mantenimento dei legami personali e familiari con l’Italia da parte di chi si è trasferito all’estero per motivi professionali.Il riconoscimento del valore dello studio come elemento di radicamento territoriale rappresenta quindi un ulteriore passo verso una lettura più moderna e inclusiva dell’agevolazione.