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Ecobonus: la Cassazione conferma che il ritardo nella comunicazione all’ENEA non comporta la perdita della detrazione fiscale

La Corte di Cassazione ha recentemente stabilito che il mancato rispetto del termine per inviare all’Enea i dati dei lavori agevolati con l’ecobonus, come previsto dal Decreto Legge 63/2013 per la riqualificazione energetica, non comporta la perdita della detrazione. Secondo la Corte, la normativa che impone la comunicazione entro un certo periodo non prevede espressamente la decadenza dall’agevolazione fiscale in caso di ritardo. Questo rappresenta un cambio di orientamento rispetto a precedenti interpretazioni, come l’ordinanza n. 34151/2022, che invece considerava l’omissione della comunicazione come motivo di decadenza dall’Ecobonus.

Nel caso specifico esaminato dalla Cassazione, l’Agenzia delle Entrate aveva emesso una cartella di pagamento accusando il contribuente di utilizzare indebitamente la detrazione d’imposta per interventi di riqualificazione energetica, sulla base della mancata comunicazione tempestiva dei dati all’Enea entro il termine previsto di 90 giorni dalla fine dei lavori. Tuttavia, le decisioni dei giudici di primo e secondo grado hanno annullato la cartella, contrastata successivamente dall’Agenzia delle Entrate attraverso un ricorso per Cassazione. La Corte di Cassazione ha accolto la tesi del contribuente interpretando letteralmente il Decreto del 19 febbraio 2007, sottolineando che il termine per la presentazione dei dati all’Enea non implica necessariamente la perdita dell’Ecobonus.

Questa sentenza ha chiarito il dubbio sulla natura e l’applicazione dei termini riguardanti la comunicazione dei dati Ecobonus, confermando il diritto del contribuente di non subire sanzioni per il solo ritardo nella trasmissione delle informazioni.

Crediti foto: Freepick


Fonte: Confappi

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