Se sei un locatore di un immobile commerciale, puoi tutelarti inserendo una clausola risolutiva espressa nel contratto di locazione, che ti consente di risolvere il contratto automaticamente in caso di mancato pagamento del canone da parte del conduttore.
Cosa prevede la clausola risolutiva espressa?
Questa clausola, prevista dall’art. 1456 del Codice Civile, permette al locatore di risolvere il contratto senza dover passare per un lungo procedimento giudiziario. In caso di inadempimento (ad esempio, mancato pagamento del canone), il locatore può dichiarare risolto il contratto semplicemente inviando una comunicazione formale al conduttore, informandolo della volontà di avvalersi della clausola
Come formulare la clausola?
Ecco un esempio di come potrebbe essere redatta la clausola:
“Ai sensi dell’art. 1456 del Codice Civile, il mancato pagamento anche parziale del canone di locazione o delle spese condominiali, per un periodo superiore a [X giorni] dalla scadenza stabilita, comporterà la risoluzione automatica del contratto, previa comunicazione scritta del locatore.”
Cosa tenere a mente
– Termini di tolleranza: si può prevedere un margine di tolleranza (es. 20-30 giorni) per evitare la risoluzione per ritardi minimi.
– Comunicazione formale: la risoluzione deve essere notificata tramite raccomandata o PEC per avere validità legale.Riferimenti normativi
– Art. 1456 del Codice Civile: permette alle parti di stabilire la risoluzione automatica del contratto in caso di inadempimento.
– Legge 392/1978 (Equo canone): non vieta l’inserimento della clausola risolutiva, ma prevede 20 giorni di tolleranza per i ritardi nei pagamenti.
Vantaggi della clausola risolutiva espressa:
– Semplicità e rapidità: risolve il contratto senza la necessità di un intervento giudiziale.
– Maggiore tutela per il locatore: garantisce un’azione rapida in caso di morosità.
La clausola risolutiva espressa è uno strumento potente e legittimo che può essere inserito nei contratti di locazione commerciale per tutelare il locatore in caso di mancato pagamento del canone, con un chiaro riferimento all’art. 1456 del Codice Civile.