Bonus affitti per giovani: come funziona davvero

Nel caso dei giovani under 31 anni, la normativa prevede una detrazione IRPEF del 20 % del canone annuo, fino a un massimo di 2 .000 €, ma in ogni caso non inferiore a 991,60 €.
Possono beneficiarne chi ha tra 20 e 31 anni non compiuti alla firma del contratto, con reddito complessivo fino a 15.493,71  € e destinando l’immobile — o anche solo una stanza — a propria residenza, diversa da quella dei genitori.
L’agevolazione vale per i primi quattro anni dalla stipula del contratto (anche a canone concordato o libero), purché si tratti di un contratto regolarmente registrato ai sensi della legge n. 431/1998 e l’immobile non rientri nelle categorie catastali di lusso, nell’edilizia residenziale pubblica o turistica.

Chi cambia la residenza per motivi di lavoro (dipendente) può invece usufruire di una detrazione forfettaria: se il trasferimento avviene per almeno 100 km e su base temporale, il bonus arriva a 991,60 € annui con reddito sotto 15.493,71 €, oppure 495,80 € per redditi fino a 30.987,41 €.

Per gli studenti universitari fuori sede, l’affitto può essere portato in detrazione al 19 % fino a un massimo di 2.633 € di canone speso (quindi fino a circa 500 €), a patto che la residenza sia almeno a 100 km dalla casa dei genitori o in provincia differente, e l’ISEE familiare sia inferiore a 20.000 €, con possibilità di un contributo fino a 279,21 € dal Fondo INPS.

Nel 2025 è stata introdotta anche una misura per i neoassunti a tempo indeterminato che cambiano residenza per lavoro: per contratti firmati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, il datore di lavoro può rimborsare fino a 5.000 € annui per due anni, esenti da tasse, a patto che il lavoratore abbia reddito sotto 35.000 €, trasferimento minimo di 100 km e residenza nell’immobile affittato, che deve diventare l’abitazione principale.

Oltre a queste misure specifiche, esistono detrazioni standard per tutti gli inquilini: per un contratto a canone libero e reddito entro 15.493,71 €, spetta una detrazione IRPEF di 300 €, ridotta a 150 € per redditi fino a 30.987,41 €. Con contratto a canone concordato, le detrazioni salgono a 495,80 € o 247,90 € secondo le due fasce di reddito.

A livello locale, Regioni e Comuni offrono contributi aggiuntivi, mentre il riconoscimento dell’Assegno di Inclusione (ADI) può includere fino a 3.360 € annui per il canone di famiglie in affitto.

In sintesi, a seconda della situazione (età, ruolo lavorativo, tipologia di contratto, distanza o status di studente) esistono flussi paralleli di vantaggi fiscali o contributi:
– Under 31: detrazione 20 %, min 991,60 €, max 2.000  € per quattro anni;
– Dipendente trasferito: detrazione forfettaria fino a 991,60  € o 495,80 €;
– Studente fuori sede: 19 % canone/2 633 €, max 500  € + contributo INPS;
– Neoassunto tempo indeterminato: rimborso aziendale fino a 5 000 € annui per due anni.
La scelta del vantaggio più conveniente va sempre operata al momento della dichiarazione dei redditi, facendo attenzione ai requisiti e alla documentazione (contratto registrato, residenza, pagamenti tracciabili, ISEE).

Crediti foto: Shutterstock

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