Ci sono vie in centro dove non c’è un solo negozio sfitto. Ce ne sono quattro, cinque, a volte dieci. Piccoli locali, uno accanto all’altro, magari da 20 o 30 mq, chiusi da anni. Ogni proprietario aspetta “l’inquilino giusto”, quello che prenderà il suo locale, pagherà bene e resterà per molto tempo.

Quasi mai succede.

Perché oggi un negozio piccolo, da solo, spesso non basta più. È troppo piccolo per un’attività tradizionale, troppo costoso da aprire, troppo rischioso per chi vuole partire.

Ma cinque negozi piccoli insieme sono un’altra cosa.

Cambiare il modo di vedere il centro

La vera domanda non è “chi prende questo locale?”. La domanda è: “Cosa potrebbe nascere in questa via se quei locali smettessero di essere gestiti uno per uno?”

Quando più negozi diventano un progetto

Immagina una via con cinque negozi sfitti. Uno diventa uno showroom condiviso per piccoli brand locali. Uno uno spazio per temporary store che cambiano ogni mese. Uno un laboratorio per creator, shooting e vendita online. Uno un punto per eventi, degustazioni, presentazioni. Uno ancora un piccolo coworking o spazio per professionisti.

Separati, valgono poco. Insieme, iniziano a sembrare un progetto.

Il modello del property management commerciale

È un po’ quello che è successo con gli appartamenti gestiti in property management: il singolo immobile magari rende poco, è difficile da affittare, resta vuoto. Ma quando qualcuno li coordina, li arreda, li mette in rete e li promuove come un sistema, diventano molto più interessanti.

Secondo me potrebbe succedere la stessa cosa con i negozi.

Non più il proprietario che aspetta e basta, ma qualcuno che gestisce l’intera via o almeno alcuni locali insieme. Una specie di property management commerciale. Un soggetto che prende in mano quattro o cinque negozi, li sistema con un’immagine coerente, li affitta in modo flessibile, crea un’identità comune e magari gestisce anche comunicazione, social e calendario delle attività.

Perché potrebbe funzionare

Per chi apre, diventerebbe molto più facile.

Invece di dover prendere un negozio per sei anni, spendere soldi, fare lavori e rischiare tutto, potrebbe provare per uno o tre mesi. Entrare in una via che ha già movimento, altre attività, una comunicazione comune.

Per i proprietari, probabilmente, significherebbe prendere meno affitto all’inizio. Ma molto meglio prendere meno da un locale vivo che niente da un locale vuoto.

Il centro non tornerà come prima

E soprattutto significherebbe smettere di aspettare che il centro “torni come prima”.

Perché probabilmente non tornerà come prima.

I centri che funzioneranno saranno quelli in cui i negozi non saranno più solo negozi. Saranno vetrine, luoghi di incontro, spazi temporanei, pezzi di un’esperienza più grande.

Le vie che oggi sembrano finite

Paradossalmente, le vie più interessanti domani potrebbero essere proprio quelle che oggi sembrano finite. Perché hanno locali piccoli, costi bassi e abbastanza spazio per sperimentare qualcosa di nuovo.

Alla fine il valore non sarebbe più nel singolo negozio da 22 mq.

Sarebbe nel fatto che, insieme agli altri quattro, può diventare qualcosa che da solo non sarebbe mai riuscito a essere.

Crediti foto: Freepick

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