Nel 2026 l’IMU sulle seconde case continua a rappresentare un costo rilevante per chi possiede immobili oltre all’abitazione principale. Comprendere cosa cambia e quali regole restano invariate è essenziale per evitare errori di calcolo e pianificare correttamente la gestione del patrimonio immobiliare.
IMU seconde case 2026: cosa resta invariato
L’IMU non è dovuta sull’abitazione principale (salvo immobili di lusso), mentre resta pienamente applicabile alle seconde case.
Nel 2026 non si registrano riforme strutturali dell’imposta, ma si conferma:
- autonomia dei Comuni nella determinazione delle aliquote
- centralità delle delibere comunali aggiornate
- applicazione piena su immobili non locati
Come si calcola l’IMU su una seconda casa nel 2026
Il calcolo dell’IMU sulle seconde case parte da:
- Rendita catastale
- Rivalutazione del 5%
- Applicazione del coefficiente catastale
- Aliquota comunale deliberata
Riduzioni IMU 2026: comodato e canone concordato
Canone concordato
Per le seconde case locate a canone concordato continua ad applicarsi una riduzione IMU del 25% rispetto all’aliquota ordinaria.
Questa misura rappresenta una leva fiscale rilevante per i proprietari che intendono mettere a reddito l’immobile.
Comodato a parenti di primo grado
Le agevolazioni restano subordinate a requisiti stringenti:
- residenza del comodatario
- contratto registrato
- tipologia catastale non di lusso
Variazioni catastali e impatto sull’IMU
Nel 2026 assume particolare rilievo la verifica di:
- aggiornamenti di rendita catastale
- ristrutturazioni
- cambi di destinazione d’uso
- accorpamenti
Scadenze IMU 2026 e attenzione all’acconto
Le scadenze restano:
- Acconto: giugno 2026
- Saldo: dicembre 2026
IMU e strategia patrimoniale
Nel 2026 l’IMU sulle seconde case conferma un principio chiaro: possedere un immobile inutilizzato comporta un costo certo.
Una gestione attiva (locazione, pianificazione fiscale, verifica rendite) può compensare almeno in parte l’onere dell’imposta.