L’installazione di impianti di domotica e sicurezza in condominio è ammessa sia nelle unità private che nelle parti comuni, ma seguendo regole precise.
I singoli proprietari possono liberamente introdurre dispositivi all’interno delle proprie abitazioni, come sensori intelligenti, termostati, videocamere interne, allarmi o sistemi di controllo da remoto, a patto che tali installazioni non comportino modifiche o danni alle parti comuni né ledano la privacy o i diritti degli altri condomini.
Diversa è la questione per gli impianti che interessano le parti comuni, come videosorveglianza nei pianerottoli, accessi controllati ai cancelli, videocitofoni centralizzati o sistemi domotici per la gestione dell’illuminazione o del riscaldamento condominiale. In questi casi è necessaria una delibera dell’assemblea condominiale. Secondo l’art. 1136 del Codice Civile, per deliberare lavori su innovazioni legate alla sicurezza o al miglioramento tecnologico basta una maggioranza degli intervenuti all’assemblea che rappresenti almeno un terzo del valore millesimale dell’edificio.
Tuttavia, se le innovazioni incidono in modo significativo sulle parti comuni o sulle spese ordinarie, è prudente ottenere una maggioranza più ampia per evitare contestazioni. L’iter prevede una proposta con preventivo da inserire all’ordine del giorno e una successiva esecuzione da parte di imprese qualificate. Le innovazioni più rilevanti oggi riguardano la gestione energetica intelligente, l’accesso controllato e personalizzato agli spazi comuni, il monitoraggio ambientale e la sicurezza tramite telecamere collegate in cloud. Quanto agli incentivi, attualmente è possibile accedere al bonus ristrutturazione 50% per l’installazione di impianti antifurto, videosorveglianza e dispositivi smart, purché sia documentata la spesa e i pagamenti siano tracciabili. In alcuni casi i comuni o le regioni mettono a disposizione bandi specifici per la sicurezza urbana o per l’efficienza energetica in edifici collettivi, ma tali misure vanno verificate localmente. In generale, l’intervento va sempre valutato nel rispetto delle normative sulla privacy, della sicurezza degli impianti e della tutela dei diritti condominiali.