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Sfratto per morosità: differenze tra locazione a uso abitativo e commerciale

Che cosa succede se si paga l’affitto in ritardo? Si può rischiare lo sfratto?
La risposta è si, ma ci sono modalità diverse in base al tipo di contratto di locazione.

Prima di tutto bisogna distinguere tra affitto ad uso abitativo e ad uso commerciale:
– nel primo caso, il locatore può avviare le procedure di sfratto inviando un’intimazione di sfratto per morosità a partire dal 21 giorno di ritardo dal pagamento. Di conseguenza il coinquilino può prendere diverse strade: saldare il dovuto prima dell’udienza, bloccando così la procedura di sfratto avviata, che a quel punto smette di avere ragione d’essere; o proporre un’opposizione allo sfratto, basata su ragioni che dovranno poi essere argomentate;
richiedere il termine di grazia, vale a dire una proroga di 90 giorni di tempo per sanare la propria posizione; il termine di grazia può essere richiesto dall’inquilino moroso al massimo tre volte nel corso di un quadriennio.
– nel secondo non esistono termini temporali prestabiliti, la legge parla di inadempimento “di non scarsa importanza”, la cui definizione si presta a valutazioni soggettive, infatti il giudice valuta e si esprime sul caso, considerando diversi fattori come la condotta del coinquilino sino a quel momento, il comportamento dell’affittuario in seguito alla ricezione della notifica dell’atto di sfratto e l’entità dell’adempimento in rapporto ai canoni sino a quel momento corrisposti e una volta analizzata la situazione deciderà se procedere o meno allo sfratto.

Crediti foto: Freepick

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